«Mi aiuti, Presidente. Sono invalido al cento per cento e vivo solo grazie alla Caritas»

Se le istituzioni sono carenti o, peggio ancora, latitanti, la disabilità può essere una prigione.
L’ergastolo assegnato dal caso senza logica alcuna. E a questo punto l’ultima spiaggia è appellarsi alla coscienza dei governanti, come ha fatto V.G., che ha affidato a Sora24.it la sua lettera per il Presidente della Repubblica Mattarella.
 
«Chi scrive è un invalido al cento per cento. Sopravvivo con una pensione di 280 euro al mese, ma soprattutto grazie all’intervento della Caritas, che una volta al mese mi porta un po’ di viveri. Sono disperato, ho perso la dignità di uomo e non servo più a nulla, ho già tentato il suicidio e, se non risolvo questo problema, l’unica soluzione è andare fino in fondo. Sono una persona inutile». È questo lo straziante incipit.
 
L’inferno sulla terra. Si può riassumere così la situazione in cui è costretto a vivere V.G., da quando Equitalia gli ha notificato un debito sproporzionato alle sue possibilità finanziarie. «Vivo in una stanza di 15 metri quadri con un bagnetto, che mi ha messo a disposizione il Comune di Sora, ma per me basta e avanza». 
Mantenere l’equilibrio e la serenità è, praticamente, una chimera. «Sono in uno stato pietoso, nonostante assuma psicofarmaci, e nonostante i numerosi ricoveri nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Sora. Frequento il CSM, ma è difficilissimo combattere l’angoscia e l’agitazione». 
 
V.G. ha inoltrato all’indirizzo email del Quirinale tutta la sua documentazione medica, pregando Mattarella di rispondergli. «Se può, mi aiuti. Ringraziando anticipatamente Le invio un abbraccio e un cordiale saluto». Speriamo che il suo grido di dolore non cada nel nulla. 
 
 

 

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