Nel 2017 Fisco più umano con i cittadini?

«Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili», è questo il nome del Decreto firmato nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che prevede la scomparsa di Equitalia dal 1 luglio 2017. L’Ente sarà rimpiazzato da un organismo economico pubblico il cui nome sarà Agenzia delle Entrate – Riscossione. Detto provvedimento, a dispetto delle prime indiscrezioni, non prevede l’aliquota del 35% sul contante frutto della voluntary disclosure.

Il principio di “definizione agevolata” sarà applicato alle imposte dovute a Equitalia tra il 2000 e il 2015, che potranno essere saldate al netto degli interessi di mora attraverso un pagamento dilazionato in quattro tranche. Per usufruirne, sarà necessario presentare una dichiarazione scritta entro 90 giorni, che decorreranno a partire dal giorno seguente all’entrata in vigore del decreto.

Quale sarà la sorte delle multe? Queste sono escluse dalla rottamazione, infatti nel Decreto si specifica che l’operazione non riguarda «le sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada».  Dunque, le cartelle contenenti multe possono usufruire della definizione agevolata unicamente in riferimento agli interessi, comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti dalla legge di depenalizzazione del 1981. 

Sarà invece possibile aderire alla voluntary disclosure per le violazioni compiute fino al 30 settembre 2016, facendo richiesta entro il 31 luglio 2017.

Si stima che questi provvedimenti faranno affluire nelle casse dello stato circa 2 miliardi di euro.

«Con Equitalia c’è un meccanismo per cui, quando non paghi una multa o le tasse, scattano interessi devastanti e sembra che lo Stato voglia fare cassa. Lo Stato deve essere il tuo consulente. A breve partirà il meccanismo per cui ti avverte con un messaggino. Il meccanismo è quello di avere uno che ti viene incontro e che ti dice “ehi occhio...”. Non ti dice condono».  Così Matteo Renzi a Messina, parlando del cambio di “make up”.

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