Quando la casa finisce all’asta, spesso comincia il dramma

Uno sfratto ha il potere di stravolgere la vita di un’intera famiglia

TSfrattoale odiosa procedura è diventata sempre più frequente, a seguito della crisi economica che ha colpito l’Italia a partire dal 2011. In molti hanno perso un lavoro che garantiva entrate regolari e sufficienti al pagamento delle spese e a concedersi qualche “extra”. Così, le alternative sono state due: restare disoccupati, o accontentarsi di piccoli incarichi precari. Ad ogni modo far fronte a mutui e finanziamenti precedentemente contratti è stato spesso praticamente impossibile, e questo ha determinato la perdita dell’alloggio.

Lo scorso anno sono stati oggetto d’asta circa 600 immobili ogni giorno, e la quasi totalità di questi aveva natura residenziale.

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Si può scongiurare la svalutazione dell’immobile?

Tempi di espletamento della procedura di vendita giudiziaria patologicamente dilatati, prezzi che calano drasticamente per ogni tentativo d’asta non andato a buon fine. Queste sono solo alcune delle disastrose conseguenze che si abbattono sul debitore dal momento in cui si mette in moto la macchina burocratica dello sfratto.

Il Decreto Banche del 2016, che è intervenuto a disciplinare la materia, ha comunque trascurato alcuni aspetti di particolare importanza, tra questi, le tempistiche relative all’ordine di liberazione. Dunque, a oggi, i diritti del creditore godono di una tutela prioritaria rispetto all’esigenza del debitore di pagare pur preservando la propria dignità economica e umana.

Non tutti sanno che il Codice Civile contiene un articolo finalizzato ad arginare la svalutazione dell’immobile a seguito di molteplici e infruttuosi tentativi di vendita. Dunque, l’iter può essere congelato anticipatamente, se c’è il rischio che si concluda in modo non conveniente per le due parti. L’applicazione di tale principio richiede comunque un’analisi approfondita e diversificata dei fattori in gioco (condizioni dell’alloggio, valore di mercato…)

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Dover lasciare casa può essere l’inizio della fine

Altro aspetto spinoso è quello legato allo sgombero dell’immobile oggetto di sfratto. Ad oggi il cosiddetto ordine di liberazione scatta come una tagliola ben prima dell’effettiva aggiudicazione o dell’assegnazione, con tutti i problemi pratici che ne conseguono, e che sono correlati alla necessità di trovare un nuovo alloggio. Basti pensare che anche solo sottoscrivere un contratto d’affitto è praticamente quasi impossibile, se ci sono pregressi problemi economici. Peraltro, ammesso che questo step non si riveli difficoltoso, la questione si ripropone per farsi intestare le utenze. L’ospitalità di amici e parenti generosi consente di aggirare l’ostacolo, ma spesso pone comunque davanti alla necessità di dividere la famiglia per motivi di spazio.

Un tema, quello degli sfratti, che risulta complesso, perché caratterizzato dal confronto di interessi di segno diverso, che andrebbero ricomposti scegliendo la via del buonsenso indicata dal compromesso. In tal senso, è auspicabile che i dispositivi contenuti nella legge sul sovra-indebitamento vengano recepiti su vasta scala dai Tribunali, e organicamente incorporati tra gli strumenti adottati per risolvere i problemi con le banche e il Fisco.

La redazione

 


 

 

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