Se l’anatocismo cambia vestito ma non pelle…

I cittadini non possono star tranquilli. Mai

Infatti, mentre Equitalia ha deciso di “congelare” l’invio delle cartelle esattoriali fino al 6 gennaio prossimo, le banche “lavorano” alacremente. Migliaia di persone stanno ricevendo una lettera con cui si informa che, a partire dal 1 ottobre, è cambiato il metodo di calcolo degli interessi. Insomma, si ripropone il tema dell’anatocismo.

 Cosa cambia

La nuova norma è finalizzata a mettere fuori legge – in assoluto – la pratica di capitalizzazione degli interessi – laddove, in precedenza era possibile ricorrervi, a patto che la periodicità fosse la medesima per attivi e passivi.

Ma cosa significa capitalizzare gli interessi passivi? In parole povere, si tratta di trasformarli in capitale, con annesso addebito in conto corrente, così da utilizzarli per il computo di nuove passività. Di conseguenza, su interessi maturano ulteriori interessi.

Confartigianato Vicenza ha deciso di allertare i cittadini in quanto la nuova normativa indica il 1 marzo come termine ultimo per il pagamento degli interessi passivi maturati al 31 dicembre precedente. Insomma, sembrerebbe che l’anatocismo cambi veste, passando da trimestrale ad annuale, mantenendo inalterata la sostanza.

 Una scelta “pericolosa”

Il fatto che i clienti degli istituti di credito siano chiamati a decidere se avvalersi di addebito immediato in conto corrente o pagamento per cassa implica il rischio – ineludibile – di incappare nell’anatocismo. Chi opta per la prima procedura, infatti, autorizza l’equiparazione degli interessi esigibili alla sorte capitale; chi, invece, sceglie la seconda, potrebbe vedersi addebitati interessi di mora.  A fare il punto è Luigino Bari, delegato al Credito nella Giunta di Confartigianato Vicenza. 

 

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