Si diede fuoco dopo aver perso la casa. I Cinque Stelle la ricomprano alla famiglia

Quanto vale la vita di un uomo? Certamente più di qualche migliaia di euro. Eppure, troppo spesso negli ultimi anni, debiti simili sono stati all’origine della disperazione di intere famiglie, sfociata in gesti irrevocabili e definitivi, fonte di ulteriori drammi. Nel 2013 a suicidarsi dandosi fuoco è stato Giovanni Guarascio, muratore 60enne di Ragusa, sconvolto all’idea di perdere la casa di una vita a seguito di un’asta giudiziaria. Ciononostante l’immobile era stato effettivamente liquidato, a seguito dell’acquisto da parte di terzi, che comunque non erano riusciti a sfrattare i congiunti del defunto. 
 
Oggi, finalmente una buona notizi. In un certo senso, la chiusura del cerchio. La fine di un incubo. Infatti, grazie ai soldi messi da parte dai 14 rappresentanti del Movimento Cinque Stelle eletti all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana, la casa è stata ricomprata e restituita alla famiglia di Guarascio.
La donazione ha un alto valore simbolico, e mira a puntare l’attenzione sul disegno di legge relativo all’impignorabilità della prima casa. Questo viene portato avanti dal Movimento Cinque Stelle ma attualmente è bloccato in Senato.  
«È ora che la legge metta il turbo. Non possiamo permettere che ci siano altri casi Guarascio, cui stiamo pensando di intestare la legge. Renzi non faccia orecchie da mercante, eventuali prossime vittime le avrebbero sulla coscienza lui e la sua maggioranza». Così i Cinque Stelle siciliani.