Suicida a Padova un giovane. Lo sfratto dell’azienda di famiglia era imminente

Vent’anni è l’età a cui si dovrebbe pensare  solo a una cosa: godersi la vita

Purtroppo però, non sempre è possibile. Soprattutto quando ci si ritrova a far fronte a problemi familiari, e ci si sente fin troppo responsabili. Così giorni fa in provincia di Padova si è suicidato un 24enne, Ivan Vedovato.

All’origine del malessere, che evidentemente covava sotto la cenere già da un po’, un’eredità pesante, quella della Novatek, l’azienda di famiglia passata da sette mesi in mano a lui e al fratello.

La precedente gestione paterna era culminata con una serie di debiti che avevano causato un “profondo rosso” nei conti.  I fratelli Vedovato avevano tentato – invano – di risollevare la situazione, ma evidentemente l’impossibilità di cambiare le cose è risultata intollerabile per Ivan. Così, proprio a un passo dalla chiusura di un capitolo fondamentale della sua vita ha preso la drammatica e radicale decisione

Lo sfratto esecutivo dal capannone in cui aveva sede la Novatek era previsto per lunedì scorso

il giorno prima Ivan aveva appuntamento con il fratello in loco per lo sgombero. Quando lui è arrivato, però, la scena con cui ha dovuto fare i conti è stata ben peggiore di una “semplice” liquidazione aziendale.

Lungi dal fornire risposte, il bigliettino lasciato da Ivan Vedovato dietro di sé costituisce piuttosto l’emblema del contraccolpo umano e produttivo che il Nord Est, dopo gli anni tremendi della crisi, continua a scontare. L’indissolubile rapporto tra le imprese e le famiglie che hanno dato loro vita costituisce croce e delizia di questo pezzo d’Italia.

La redazione

 


 

 

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