Tutto quello che c’è da sapere sul pignoramento dell’auto

In caso di debiti non è a rischio solo la casa

Pignoramento-autoIl creditore, infatti, può rivalersi anche sui beni mobili, e per farlo non è più necessario che l’ufficiale giudiziario si rechi fisicamente nel luogo in cui il debitore vive. A seguito del Dl 83/2015 la procedura può essere svolta anche online, e questo per ovviare ad uno stratagemma spesso utilizzato in passato: lo spostamento (o l’occultamento) di oggetti di valore appetibili, e quindi facilmente aggredibili. Tra questi, l’auto.

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Oggi, quindi, il creditore può avvalersi del pignoramento telematico, individuando i beni di cui dispone il debitore con un semplice click, tramite la consultazione dell’archivio dell’Anagrafe Tributaria. Una procedura, questa, che deve essere preventivamente autorizzata dal tribunale.

L’atto di pignoramento che scaturisce deve contenere l’elenco dettagliato degli oggetti da “aggredire”. Il debitore è tenuto a trasferire tali beni all’Istituto Vendite Giudiziarie entro dieci giorni, insieme ai documenti che ne attestano la proprietà e, nel caso dell’auto, anche al libretto di circolazione.

Il creditore, comunque, può chiedere e ottenere l’assegnazione diretta del bene del debitore, bypassando l’eventuale asta giudiziaria. La domanda deve essere consegnata entro 45 giorni dall’iscrizione al ruolo, ma il tribunale  non l’accoglie in automatico, in quanto deve preventivamente confrontare il valore dell’oggetto in questione con la somma pendente.

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Può essere pignorata un’auto appartenente a terzi?

La Corte di Cassazione ha risposto sì, con la sentenza n.26327 del 17 ottobre 2019). In questo caso, infatti, si applica il principio “possesso vale titolo”, fondato su un’intuitiva osservazione: spesso i veicoli iscritti nel Pubblico Registro Automobilistico sono di proprietà di persone giuridiche, ma ovviamente a guidarli sono persone fisiche. Dunque, è consigliabile evitare il prestito di un veicolo o di un altro bene mobile. Perché la semplice presenza di questi nel luogo in cui vive l’indebitato rende aggredibili da parte del creditore.

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