Cartelle esattoriali: la rottamazione ter tra luci e ombre

Pace fiscale? Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…

Rottamazione-terNonostante Agenzia delle Entrate Riscossione abbia annunciato con grande clamore, mesi fa, la terza tornata di rottamazione delle cartelle esattoriali, procedono a tappe forzate i pignoramenti su conti correnti, stipendi e pensioni. Quindi, se da una parte si offre ai contribuenti la possibilità (teorica) di estinguere le proprie pendenze, dall’altra il Fisco ha deciso di “fare cassa” in tempi rapidi.

A pensar male si fa peccato, ma quasi mai si sbaglia, diceva qualcuno. Così è lecito pensare che questa “corsa al pignoramento” scaturisca dalla volontà di costringere il maggior numero di contribuenti ad aderire alla pace fiscale.

Eppure in molti avevano espresso l’auspicio che gli espropri forzosi venissero “congelati” almeno fino alla scadenza relativa alla presentazione delle richieste di adesione alla pace fiscale. Il termine ultimo è il 30 aprile 2019.

Pace fiscale: chi può beneficiarne?

Il provvedimento riguarda le cartelle emesse dal Fisco tra il 2000 e il 2017, comporta il blocco del pignoramento, anche presso terzi, e comprende il saldo e stralcio. Quest’ultimo è destinato esclusivamente ai contribuenti che versano in una situazione di difficoltà economica e consente di estinguere il debito pagando solo una quota dell’importo originario.

Possono usufruirne solo le persone fisiche, nel caso in cui abbiano omesso versamenti riguardanti l’autoliquidazione scaturita dalle dichiarazioni annuali. Il provvedimento riguarda anche i contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alle casse professionali o alla gestione separata dell’INPS.

I contribuenti otterranno una riduzione dell’importo da pagare proporzionale all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) certificato. Le quote previste sono:

  • 16% della somma originaria (ISEE fino a 8.500 euro)
  • 20% con ISEE compreso tra 8.500 e 12.500 euro
  • 35% con ISEE da 12.500 a 20.000 euro

Il saldo e stralcio interessa anche quelli che possiedono i succitati requisiti economici, avevano aderito alla rottamazione bis ma erano decaduti al 7 dicembre 2018 non avendo rispettato le tempistiche previste per il pagamento delle rate.

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