Cosa rischi in caso di ganasce alla macchina?

Un debito può letteralmente azzoppare la persona, se si traduce in fermo amministrativo

Il primo e più macroscopico effetto di tale misura, disciplinata dall’articolo 86 del D.P.R. n.602 del 29 settembre 1973, è l’applicazione delle ganasce alla macchina. Nello specifico, il debitore che entro 60 giorni dalla ricezione della cartella esattoriale non salda la pendenza, riceve un preavviso che concede ulteriori 3 settimane di tempo.

Se comunque al termine di tale “finestra” il debitore non regolarizza la sua posizione, scatta il fermo amministrativo. Cosa implica il provvedimento? Tanto per cominciare, l’impossibilità di utilizzare il veicolo: chi trasgredisce, infatti, incorre in una pena pecuniaria compresa tra 770 e 3.086 euro, cui si somma la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi.

Inoltre, il veicolo non può essere cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico né esportato o distrutto; il debitore è obbligato a custodirlo in un luogo che non sia sottoposto a pubblico passaggio.

Il mezzo può essere invece venduto, ma il nuovo proprietario è tenuto comunque a rispettare i suddetti obblighi.

Che succede se le forze dell’ordine fermano il debitore mentre circola con la macchina sottoposta a fermo amministrativo? Il veicolo viene sottoposto a sequestro e le spese di conservazione sono a carico suo.

Il signor Angelo voleva solo rottamare la sua vecchia macchina, e invece, ha avuto un’amara sorpresa…

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