Cosa c’è da sapere sul pignoramento del conto corrente

Segreto bancario, questo sconosciuto

Pignoramento-presso-terziNegli ultimi anni si sono susseguite una serie di revisioni legislative che hanno consentito al creditore, sia che si tratti di un privato che di Agenzia delle Entrate Riscossione, di ottenere numerose informazioni finanziarie sul debitore. La prima e più immediata conseguenza è l’esemplificazione della procedura di pignoramento del conto corrente, noto come pignoramento presso terzi.

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Qual è l’iter che deve seguire il creditore?

Il primo passo da compiere è recapitare l’intimazione di pagamento al soggetto presso cui è stato attivato il conto corrente, e al debitore. Tale atto equivale a una citazione in giudizio, nell’ambito della quale viene deciso quale somma destinare al creditore. Contestualmente è vietato alla banca o alla Posta di autorizzare prelievi di tale ammontare.

Particolare tutela è riconosciuta a dipendenti e pensionati, il cui conto corrente è pignorabile integralmente solo se non funge da deposito di redditi da lavoro dipendente o di carattere previdenziale.  In tutti gli altri casi il creditore può aggredire gli importi già presenti al momento della notifica dell’atto solo se superano la soglia determinata dal triplo dell’assegno sociale. Un valore, questo, che si aggiorna annualmente: per il 2019 è pari a 457,99, quindi la somma intoccabile ammonta a 1373,97 euro.

Ciò che viene accreditato sul conto corrente in data successiva a titolo di stipendio o pensione può essere pignorato nei limiti di un quinto.

Pignoramento: che succede se il saldo è negativo o positivo?

Nel primo caso, se l’avvio del giudizio è preceduto da un accredito sul conto del debitore, l’importo passa al creditore.

Se invece il conto è in attivo per una cifra uguale o inferiore alla pendenza, questa è congelata fino all’udienza di assegnazione. Se l’accredito supera il valore da pignorare, il debitore può beneficiare della differenza.

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La redazione