Quale ruolo per le associazioni dei consumatori in caso di debiti o usura bancaria?

La consapevolezza di essere nel giusto spesso non è sufficiente a dare la spinta per far valere i propri diritti

Associazione-contro-usura-bancariaTalvolta, infatti, il contribuente cade in un misto di vergogna, umiliazione e impotenza, dopo aver subito illeciti bancari o essersi visto piombare in testa cartelle esattoriali “stellari”. Magari non ha né la forza né la voglia di intraprendere un’azione legale, conscio del fatto che questa potrebbe costringerlo a investire invano tempo, energie mentali e denaro.

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Le associazioni di tutela dei consumatori svolgono quindi spesso un fondamentale ruolo, sia perché mettono a disposizione professionisti specializzati, ma anche perché, con la loro presenza, dimostrano al contribuente che non è solo, nel combattere la sua battaglia.

Dal Friuli alla Puglia corre il filo rosso della legalità

Nei giorni scorsi lo Sportello del Cittadino di Pordenone, gestito dall’associazione PN Tutela in collaborazione con l’Assessorato Comunale alle Politiche Sociali, ha reso noti i numeri relativi al primo mese di attività. In trenta giorni sono state ricevute circa 80 istanze, tre delle quali sono state gestite con successo e risolte. Le problematiche affrontate hanno riguardato, ad esempio, il pignoramento di conti correnti aziendali da parte di AER, provvedimento che stava pregiudicando l’erogazione degli stipendi dei dipendenti.

Nel secondo caso l’esproprio forzoso di denaro ha riguardato invece un pensionato, che si era visto pignorare 25mila euro. Nel terzo, un cittadino è stato vittima di truffa ad opera dei gestori di un sito estero finalizzato all’erogazione di prestiti.

Lo Sportello del Cittadino di Pordenone offre assistenza gratuita e, come ha sottolineato PN Tutela, è il primo a essere sostenuto dall’amministrazione comunale anche tramite la concessione di spazi pubblici.

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Usura bancaria: quando a fare la differenza è la sommatoria di interessi

Nei giorni scorsi il Codacons di Brindisi ha reso nota l’ordinanza di sospensione emessa dal Tribunale del capoluogo pugliese lo scorso 12 aprile.

Detta pronuncia, richiamando l’articolo 1815 del Codice Civile, ha bloccato la vendita di un immobile e dichiarato che il mutuo precedentemente stipulato è da considerarsi gratuito per quanto riguarda gli interessi corrispettivi, essendosi configurato il reato di usura bancaria.

Il Tribunale di Brindisi si è pronunciato su un caso che ha visto protagonisti due mutuatari che, dopo aver ottenuto 180mila euro, ne avevano rimborsati circa 50mila, trovandosi successivamente costretti a sospendere i pagamenti per problemi economici.

Dal canto suo l’istituto di credito emetteva un atto di precetto per un importo di 183mila euro, e avviava il pignoramento dell’immobile.

Nel frattempo, però, i mutuatari, sono intervenuti in giudizio dichiarando di esser stati vittima di usura. Il Tribunale ha dato loro ragione, spiegando che inizialmente era stato pattuito un tasso corrispettivo del 4,248%, un tasso soglia del 5,915% e che quindi la sommatoria, arrivando a 10,488%, superava ampiamente il valore limite di 6,240%.

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La redazione

 


 

 

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