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Notizie

Garante della Privacy interviene su segnalazioni a Centrale Rischi

Essere segnalati alla Centrale Rischi a volte equivale a essere seduti su dei candelotti di dinamite. Senza contare che, nella maggior parte dei casi, il malcapitato non è neanche consapevole del potenziale rischio di cui è portatore … fino a quando non si ritrova a chiedere un prestito.

Molto spesso i dati  confluiscono in questi archivi in modo decisamente improprio e senza una preventiva selezione, che invece sarebbe più che necessaria, per individuare le notizie effettivamente rilevanti ai fini della verifica dell’affidabilità e solvibilità.

Per correggere le anomalie causate finora, il Garante della Privacy ha chiesto che venga effettuato l’inserimento dei soli nominativi di chi non ha pagato somme cospicue o, nel caso di cifre esigue, solo dopo ritardi prolungati e ripetuti. Inoltre è stato proposto agli intermediari finanziari di avvisare preventivamente quanti rischiano la segnalazione in Centrale Rischi, in modo che possano sanare la loro situazione.

In riferimento alle tempistiche di permanenza delle iscrizioni, il Garante ha suggerito che vengano rimosse entro un anno dalla liquidazione del debito. Ha inoltre definito illegittime le segnalazioni legate a finanziamenti non concessi, in quanto in tal caso, di fatto, non c’è alcun prestito in essere.

Un'inesattezza nei dati presenti in CRIF può costare cara: clicca qui per richiedere la cancellazione della tua posizione. 

Centrale Rischi: le segnalazione a sofferenza vanno verificate preventivamente.

Calcolare i tassi usurari? Facile a dirsi …

Di cosa parliamo quando parliamo di tasso usurario? Calcolare_i_Tassi_Usurai

In teoria si definisce tale un tasso che supera una determinata soglia, calcolata con una formula fissa utilizzando i dati aggiornati trimestralmente dalla Banca d’Italia. 

In pratica però, riuscire a dimostrare che il tasso d’interesse che viene praticato da banche e intermediari finanziari supera questa soglia di rischio è tutt’altro che semplice.

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Difendersi dai tassi usurai

 

La sentenza della Cassazione n.350 del 2013 aveva suscitato molte speranze, in tal senso, in quanto aveva affermato che un tasso può diventare usurario anche dopo la sottoscrizione. Infatti il mutuo è una transazione dinamica, in continua evoluzione, perlomeno nel caso in cui il tasso scelto è il variabile. 

Perciò può accadere che, a mutuo in corso, venga toccata (o superata) la famigerata soglia di rischio

Come scoprirlo, allora? Innanzitutto bisogna risalire al tasso d’interesse applicato effettivamente. E il calcolo, purtroppo, non è per niente certo, in quanto la suddetta sentenza non ha specificato se si debbano sommare mora e tasso d’interesse

La materia quindi è ancora oggetto di dibattito. E resta di fatto un limbo angoscioso per quanti sono vittima, loro malgrado, di tassi “impazziti”.

Vuoi verificare se il tasso applicato dalla banca è in regola? Clicca qui, e richiedi la valutazione del nostro team di esperti.

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Usura oggettiva tassi soglia

 

Da redazione 



 

Segnalazione alla CAI, la storia infinita

segnalazione alla CAI, le banche non perdonano Segnalazione_CAI

L’inserimento nella Centrale di Allarme Interbancaria può diventare una specie di ergastolo. Se vieni iscritto, le conseguenze che sarai costretto a subire saranno svariate … e dalla durata assolutamente imprecisata. Una sorta di girone infernale. 

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Obbligo di verifica per segnalazione in Centrale Rischi

E considerando che le ragioni dell’iscrizione possono essere le più diverse, come si può rilevare facendo un rapido giro in Rete, si capisce che il problema è una vera e propria bomba a orologeria. La Centrale esercita infatti la sua influenza su moltissime attività creditizie.

Di base, la CAI si occupa di raccogliere le informazioni relative ai soggetti definiti cattivi pagatori, ovvero, quanti emettono assegni senza provvista o autorizzazione e/o utilizzano impropriamente carte di credito. 

Nel primo caso scatta il divieto di emettere assegni per sei mesi, nel secondo, invece, l’iscrizione alla Centrale dura due anni, e non comporta in automatico il blocco del rilascio di nuove carte di credito. A decidere in proposito è la singola banca.

A prima vista si tratta quindi di un meccanismo piuttosto elementare e chiaro … se non fosse, appunto, per l’ampio margine di discrezionalità di cui godono gli istituti di credito. 

E questi ultimi, nella stragrande maggioranza dei casi, “sbarrano” con decisione qualsiasi strada al malcapitato segnalato. Così, anche solo aprire un nuovo conto corrente si rivela un’impresa. E la banca che dice sì è una specie di mosca bianca

Vuoi verificare se tu o la tua società siete stati segnalati? Clicca qui e, compilando il form, riceveraiuna risposta certa in tempi rapidi!

Se invece vuoi cancellare o correggere i dati presenti in CRIF, clicca qui

Da redazione 

 



 
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