In questa sezione troverai ogni giorno tutte le news più interessanti e utili per te.

 

Scritte da esperti blogger, dottori commercialisti e esperti di finanza e diritto tributario, in quesi articoli troverai fatti reali e concreti. 

Svolgiamo un lavoro estenuante per filtrare le notizie false e le bufale. Non ci piace illudere i nostri utenti, ma insistiamo su  uno stile professionale e onesto.

Registrati e riceverai ogni settimana la newsletter gratuita con tutte le notizie e gli aggiornamenti utili direttamente sulla tua email.

Notizie

Debiti con Agenzia Entrate Riscossione? Ecco cosa rischi a fine estate

Poche idee ma confuse

Pignoramento-conto-correntePotrebbe riassumersi così il metodo adottato da Agenzia delle Entrate Riscossione nei confronti dei contribuenti. Se da una parte, infatti, si approntano decreti di riforma della giustizia tributaria, che dovrebbero essere finalizzati ad aiutare sia lo Stato che il cittadino, dall’altra si procede senza troppi complimenti a fare cassa. Tralasciando interamente l’intento (ed il concetto) di sostenibilità.

È stato reso noto, infatti, che a partire dal prossimo 29 agosto Agenzia delle Entrate Riscossione metterà in moto la procedura di riscossione coattiva dei crediti sospesi. Il che significa, in soldoni, il pignoramento dei conti correnti dei debitori. Nello specifico si tratta di chi non ha rispettato gli oneri relativi alla rateizzazione delle cartelle esattoriali, e quindi non abbiano saldato la somma pendente entro lo scorso ottobre.

A livello locale l’allarme comincia ad essere diffuso da deputati e senatori che promettono di dare battaglia in aula così da evitare che i contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica siano equiparati agli evasori seriali, e puniti fin troppo pesantemente.

La redazione



 


 

Cartelle: cosa cambia con DDL riforma giustizia tributaria

“Se ne riparla a settembre”

Cartelle-esattorialiL’estate è (anche) uno stato mentale, ma non quando si tratta di burocrazia e Fisco. Questi, infatti, non dormono mai, neppure nei giorni immediatamente precedenti Ferragosto, che storicamente sancisce una sorta di paralisi produttiva, in Italia.

Così, nei giorni scorsi è stato varato il DDL di riforma della giustizia tributaria, che introduce provvedimenti interessanti (e convenienti) sia dal lato degli enti di riscossione che da quello dei contribuenti. Perlomeno sulla carta.

 

Cartelle esattoriali: si paga in base al verdetto della Cassazione

Si tratta, sostanzialmente, di una sanatoria; la percentuale dell’importo inizialmente dovuto che bisogna versare per estinguere la pendenza dipende dal verdetto della Corte Suprema. Fino a 100mila euro, se Agenzia delle Entrate Riscossione vede rigettare entrambe le volte le sue istanze, il contribuente deve pagare il 5% per regolarizzare la sua posizione.

Se invece il Fisco soccombe solo in uno dei due gradi di giudizio, sarà necessario versare il 20% dell’importo originario per chiudere – letteralmente – i conti.

Secondo alcune stime, questa misura consentirebbe lo smaltimento di circa 23mila cartelle esattoriali, dimezzando, contestualmente, i procedimenti tributari ancora aperti.

Debiti con il Fisco? Un bollino “di qualità” può fare la differenza

Il DDL di riforma della giustizia tributaria renderà più facile, per le partite IVA che si sono dimostrate virtuose negli ultimi tre anni (pagella fiscale pari almeno a 9), di ottenere la sospensiva dell’avviso di pagamento impugnato davanti alla Commissione Tributaria.

La redazione



 


Fermo amministrativo per l’auto del coniuge dell’indebitato?

“Nella buona e nella cattiva sorte”

Fermo-amministrativo-auto-coniugeL’impegno alla condivisione e al supporto reciproco tra marito e moglie vale anche se uno dei due non ha pagato la multa o il bollo? In questo caso, infatti, il rischio – più che concreto – è quello di subire il fermo amministrativo. È giusto che a farne le spese sia anche il veicolo cointestato, o addirittura interamente di proprietà dell’altro/altra? Perché se uno è indebitato a restare a piedi devono essere in due?

Vuoi verificare se sulla tua auto è iscritto un fermo amministrativo? Clicca qui 

La giurisprudenza sancisce che Agenzia delle Entrate Riscossione può attivare il provvedimento solo se il proprietario del mezzo è, contestualmente, colui che non ha pagato le cartelle esattoriali. A rafforzare quest’orientamento ha contribuito la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, che ha definito inapplicabile il fermo in caso di comproprietà.

La Cassazione si è poi espressa in merito alla comunione dei beni, spiegando che se l’auto è stata acquistata dopo il matrimonio da uno dei due, è comunque inclusa tra le proprietà condivise. Il creditore può richiedere il fermo amministrativo solo se il veicolo è in uso esclusivo del debitore.

Ti potrebbe interessare

Decreto Fiscale: norme più severe contro evasione tributi auto
 

La redazione



 


✍  FAQ    Chi siamo     
Info Privacy